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MICROBIOTA PREBIOTICI E PROBIOTICI

giovedì 11 maggio 2017

SCALOGNO

SCALOGNO (Allium ascalonicum) FAMIGLIA LILIACEAE
Probabile origine Asia centrale e/o Palestina (il nome potrebbe derivare dall'antico porto di Ascalona, situato poco a nord di Gaza); portato in Europa dai Crociati (XII sec) si diffuse in Francia e poi in gran parte dell'Europa; il più coltivato in Italia è lo scalogno di Romagna (IGP). Come tutte le Liliaceae, per sfruttare al meglio le sue proprietà occorre tagliarlo in piccoli pezzi prima di consumarlo; lo scalogno è dotato di attività antinfiammatoria e antitumorale: è infatti ricco di fenoli e di flavonoidi, in particolare di antocianine e quercetina; risulta inoltre ricco anche di selenio e silicio e, insieme a cipolla e aglio, è molto utile per combattere l'osteoporosi. 
I bulbilli si possono piantare nell'orto prima dell'inizio della primavera. 
Lo useremo nella prossima ricetta.

domenica 30 aprile 2017

MICROBIOTA PREBIOTICI E PROBIOTICI

MICROBIOTA PREBIOTICI E PROBIOTICI
Recenti studi hanno dimostrato che un aumento dei valori di colina e TMAO nell'organismo comportano un netto incremento del rischio cardiovascolare ; queste sostanze fanno parte della “dieta” dei batteri benefici che ospitiamo nel nostro intestino; pertanto è molto probabile che questi microscopici batteri, alcuni semplicemente nutrendosi delle suddette sostanze, altri producendone di meno, ci aiutino a combattere le malattie cardiovascolari (che sono la prima causa di morte in Italia – circa 36% della mortalità). Ne consegue che quando andiamo in cucina per preparare un lauto pranzetto non dobbiamo pensare solo alla nostra “dieta” ma anche a quella dei nostri alleati microscopici che albergano nel nostro intestino (il cosidddetto MICROBIOTA INTESTINALE)!.
I principali microrganismi benefici sono rappresentati dai bifidobatteri e dai lattobacilli che svolgono tra l'altro svariate funzioni: sono infatti in grado di sintetizzare sostanze indispensabili per il nostro corpo (ad es. la Vitamina K) che vengono poi prontamente assorbite dal nostro intestino, degradano rapidamente sostanze pericolose, ci difendono dai microrganismi patogeni ecc. ecc. Per favorire la colonizzazione del nostro intestino da parte di questi ceppi batterici benefici e promuovere così il nostro benessere, è dunque indispensabile un'alimentazione che tenga in considerazione anche i loro fabbisogni nutrizionali; di cosa sono dunque ghiotti?…. i loro alimenti preferiti sono i cosiddetti PREBIOTICI, alimenti non digeribili dal nostro organismo ma con effetti benefici sulla nostra salute poiché in grado di stimolare lo sviluppo selettivo di batteri benefici (PROBIOTICI) essendo utilizzati da questi come substrati energetici. I principali prebiotici sono dei fruttoligosaccaridi (FOS) e tra questi il più conosciuto è l'INULINA. I FOS sono presenti anche nel latte materno, sottoforma di oligosaccaridi, e sono responsabili della potente azione bifidogena che avviene nei primi mesi di vita del neonato allattato al seno ,con tutti i relativi benefici sulla salute del bambino; inoltre sono alimenti ricchi di FOS la cicoria, il topinambur, i cereali integrali, i legumi in genere, le banane, le cipolle, i porri, i carciofi, il miele, gli asparagi, l'aglio.
Un'alimentazione ricca di FOS e la conseguente fermentazione da parte della flora batterica intestinale, determina un significativo aumento dei bifidobatteri con conseguenze biologiche molto favorevoli tra le quali segnaliamo l'aumento del colesterolo buono (HDL), la riduzione dei livelli di glicemia, un aumentato assorbimento di calcio, di magnesio e di altre sostanze salutari; numerosi dati sperimentali e di laboratorio attribuiscono inoltre ai FOS anche un ruolo rilevante nella riduzione del rischio tumorale; a tal proposito i dati più “robusti” riguardano soprattutto i tumori del colon e della mammella.

SPAGHETTI CON ALICI POMODORINI E PINOLI

SPAGHETTI CON ALICI POMODORINI E PINOLI
Ingredienti:
Spaghetti
alici
pomodorini
pinoli
olive taggiasche
vino bianco
prezzemolo
aglio

In una padella dorare in olio extravergine d'oliva due spicchi d'aglio (precedentemente pelati e schiacciati dopo aver rimosso l'anima) quindi aggiungere le alici preventivamente pulite e private della lisca; dopo 2-3 minuti sfumare con una spruzzata di vino bianco quindi aggiungere i pomodorini, i pinoli e le olive taggiasche; a fine cottura il prezzemolo, il pepe e il peperoncino (se gradito). Scolare la pasta e saltarla in padella con il condimento prima di impiattare.

domenica 23 aprile 2017

POMODORO

POMODORO (Solanum Lycopersicum) FAMIGLIA SOLANACEAE
Gli Aztechi lo chiamavano xitomatl e lo consociavano con il mais con ottimi risultati; a quel tempo era probabilmente una pianta a taglia bassa e a portamento strisciante; tutte le parti verdi sono tossiche perché contengono solanina, un alcaloide utilizzato dalla pianta per difendersi dai parassiti; il pomodoro può anche essere causa frequente di allergia alimentare. 
Nell'orto sinergico, così come a tavola, si consocia favorevolmente con il prezzemolo! 
Il pomodoro è ricco di licopene (un carotenoide), efficace nella prevenzione del tumore della prostata.
Lo useremo insieme ai pinoli nella prossima “ricetta della salute”.

Il pittore Arcimboldi utilizzò il pomodoro per le labbra di Rodolfo II.


giovedì 20 aprile 2017

PINOLI

PINOLI 
Sono i semi commestibili di alcune varietà di pino; si tratta di alimenti molto salutari in quanto estremamente ricchi di fosforo e ferro ma anche di zinco, magnesio, potassio e calcio ; non mancano inoltre proteine, fibre e grassi buoni; anticamente erano considerati afrodisiaci e propiziatori di fertilità; sono ingredienti fondamentali nella preparazione del pesto, del castagnaccio e dello strudel; li useremo nella prossima ricetta.

domenica 9 aprile 2017

L'ACQUA

L'ACQUA 
Il nostro corpo è costituito per circa il 60% da acqua; è evidente la sua importanza e quindi la necessità di assumerla nelle giuste quantità: le linee guida consigliano di bere 1,5 – 2 litri al giorno; tale introito quotidiano deve inoltre aumentare in tutte quelle condizioni che provocano una maggiore perdita idrica quali ad esempio l'attività fisica, la febbre ecc. A coloro che bevono poca acqua aumenta il rischio di formazione di calcoli nelle vie urinarie e inoltre, diversi studi epidemiologici, hanno evidenziato un aumentato rischio di tumori del colon e della vescica. Nel vetro l'acqua si conserva meglio rispetto alle bottiglie di plastica che sono sensibili all'esposizione al sole e al calore. Leggere l'etichetta è molto importante: il residuo fisso indica la quantità di sali minerali disciolti nell'acqua e tra i più utili segnaliamo il calcio ed il magnesio (il sodio ha un'importanza relativa e riguarda soprattutto gli ipertesi che dovrebbero consumarne poco). Importante è anche controllare il contenuto di nitrati che nell'organismo possono portare alla formazione di alcune sostanze cancerogene (nitrosamine) e scegliere le acque che ne contengono meno.

Gassata o naturale è solo una questione di gusti, l'importante è berla!

domenica 26 marzo 2017

INCIDENZA DEI TUMORI E PREVENZIONE PRIMARIA

L'INCIDENZA DEI TUMORI E LA PREVENZIONE PRIMARIA
I tumori sono la seconda causa di morte nel nostro paese (30% circa della mortalità); al primo posto le malattie cardiovascolari (con circa il 38%); attualmente ad 1 uomo ogni 28 e ad 1 donna ogni 17 verrà diagnosticato un tumore entro i 50 anni d'età; 1 uomo su 5 e 1 donna su 7 svilupperà un tumore tra i 50 ed i 69 anni; situazione dunque assai poco rassicurante….. tuttavia possiamo fare moltissimo poiché gran parte di questi tumori sono provocati dal nostro NON CORRETTO STILE DI VITA; infatti se da domani tutti gli italiani

- NON FUMASSERO TABACCO
- PRATICASSERO ADEGUATA ATTIVITA' FISICA
- DIVENTASSERO SNELLI (nell'intervallo corretto del BMI-Indice di Massa Corporea)
- SI ALIMENTASSERO CORRETTAMENTE
- NON ECCEDESSERO NEL CONSUMO DI ALCOLICI
il rischio di ammalarsi di cancro scenderebbe almeno del 50% (secondo alcuni trial epidemiologici fino al 66%).

” Conservare la salute è cosa che si può fare meglio e con più certezza che non ripristinare la salute una volta che è andata perduta” ( Scuola Medica Salernitana - anno 1110 circa)

sabato 25 marzo 2017

ZUPPA CON FAGIOLI DELL'OCCHIO

ZUPPA D'ORZO E RISO ROSSO INTEGRALE CON FAGIOLI DELL'OCCHIO
Ingredienti:
orzo
riso rosso integrale
fagioli dell'occhio 
funghi porcini secchi
cipolla
aglio
basilico 
olio EVO
passata di pomodoro
pecorino
sale e pepe q.b.

Mettere preventivamente in ammollo per 12 ore i fagioli dell'occhio; tagliare la cipolla in piccoli pezzetti; togliere l'anima allo spicchio d'aglio e schiacciarlo; cuocere in pentola a pressione tutti gli ingredienti tenendo conto dei tempi di cottura indicati sulle confezioni: i fagioli dell'occhio potrebbero avere un tempo di cottura più lungo di quello dell'orzo e del riso integrale ; in tal caso occorrerà iniziare a cuocerli prima per poi aprire la pentola a pressione (dopo aver fatto uscire il vapore), aggiungere l'orzo, il riso e tutti gli altri ingredienti e continuare poi la cottura. Alla fine, dopo aver aperto di nuovo la pentola a pressione, aggiungere 1-2 cucchiai di passata di pomodoro e, a fuoco medio, fare rapprendere la zuppa secondo i propri gusti. Impiattare aggiungendo un filo d'olio, pepe e pecorino.


giovedì 23 marzo 2017

FAGIOLI DELL'OCCHIO

FAGIOLI DELL'OCCHIO (Vigna unguiculata) FAMIGLIA FABACEAE
Origini Africa; coltivati dagli antichi Egizi (cibo rituale dei sacerdoti), dai Greci e dai Romani; nel Medioevo divennero la principale fonte proteica delle classi povere; l'arrivo del fagiolo americano, dopo la scoperta del nuovo continente, segnò il loro declino; se raccolti precocemente si possono consumare anche come fagiolini mangiatutto; ricchi di proteine e fibre, quelli secchi devono essere messi in ammollo 12 ore prima della cottura; li useremo nella prossima ricetta.

mercoledì 22 marzo 2017

SGOMBRO AL FORNO CON CICORIA CATALOGNA

SGOMBRO AL FORNO CON CICORIA CATALOGNA
Ingredienti:
Sgombro
cicoria catalogna
polpa di pomodoro
aglio 
olio EVO
prezzemolo
pepe e peperoncino (se gradito)

Dopo aver sfilettato lo sgombro collocarlo “a nido” su carta forno; tagliare la catalogna in piccoli pezzi e bollirla per 3-4 minuti in una pentola con acqua leggermente salata, quindi scolarla; in una padella dorare l'aglio (precedentemente pelato, privato dell'anima e schiacciato) in olio extravergine d'oliva quindi aggiungere la polpa di pomodoro e cuocere per alcuni minuti aggiungendo a fine cottura il prezzemolo; riempire il “nido” creato con lo sgombro con la catalogna precedentemente scolata e aggiungere un po' d'olio, pepe e peperoncino; mettere in forno preriscaldato a 180° per 12 minuti circa quindi impiattare sul sugo di pomodoro.